Risorse di gruppo.

gruppo

Premessa

In riferimento alla possibilità di svolgere attività di gruppo, riporto qui alcuni aspetti legati alla storia e alle sue origini. Gli appunti di seguito riportati, possono essere utili a capire un pò meglio le potenzialità che un attività di questo tipo possiede a beneficio degli utenti. Da premettere che questi sono solo alcuni aspetti, e non di certo esautstivi della storia e dell’origine dei gruppi e del suo uso in psicologia o psicoterapia.

Origine

L’uomo ha da sempre sentito la necessità di ritrovarsi in gruppo, riunirsi con i propri simili al fine di trovare un adeguato conforto e rifugio, e in qualche modo ciò assume già una funzione
terapeutica. Proprio da quest’aspetto, è nato evolvendosi l’interesse per lo studio dei gruppi e l’utilizzo nella psicoterapia.Un gruppo può essere considerato terapeutico quando si considera uno specifico setting dove sono previste un numero convenuto di pazienti riuniti in unità di tempo e luogo definito, con un accordo tra il gruppo e i conduttori, questi ultimi sono persone esperte con il compito di guidare il gruppo attraverso il processo di cambiamento che porta benefici al gruppo, quindi al superamento della sofferenza.

Il concetto trae origine da un tipo di approccio usato agli inizi del ‘900 detto psicodramma. Con questo approccio è possibile far emergere  le potenzialità latenti di ciascuno, elaborare i conflitti e arricchire la dinamica stessa del gruppo (J.L.Moreno, 1959). Il presupposto  è che il disagio vissuto, deriva dalla repressione che la cultura e la società in generale esercitano sulle dimensioni più interne e spontanee dell’individuo: il lavoro di gruppo è teso al recupero di queste dimensioni oltre che alla scoperta di eventuali conflitti passati. J.L.Moreno che fondò a New York lo Psychodramatic Institute, considerò lo psicodramma, una “tecnica terapeutica catartica”: i soggetti, guidati da un terapeuta, recitano i ruoli delle persone più significative della loro vita ed esprimono così le loro emozioni più profonde, portando alla luce le dimensioni inconsce represse.  Così i partecipanti imparano a superare un comportamento troppo rigido e ad entrare in empatia con gli altri, per aumentare le possibilità comunicative e di risoluzione del conflitto.

Effetto Curativo

Un altro effetto curativo è dato da “un piccolo numero di persone il cui rapporto non è stabilmente organizzato ma neppure completamente privo di strutture… gruppo ad hoc; il cui unico fine è risolvere i problemi dei suoi singoli membri e di cui interessano solo i problemi interni di sviluppo e modificazioni”. “…Un buon gruppo produce e sviluppa, crea e nutre quello che è il suo prodotto più prezioso: l’essere umano.”(S.H. Foulkes,1948, pag. 165).

Si arriva quindi ad un concetto sviluppato parallelamente a quelli proposti da J.L.Moreno. Con S.H. Foulkes nasce il concetto di “Matrice gruppale”, intesa come rete di comunicazione e di relazione la quale possiede dei contenuti che consistono nel patrimonio biologico e culturale che gli individui hanno in comune (matrice di base); ma ci sono, oltre a quella di base, anche la” matrice personale” che è la mente dell’individuo intesa come insieme di processi interagenti; e la “matrice dinamica” specifica della relazione, che nel gruppo rappresenta l’oggetto dell’analisi.”Anche se il gruppo si serve per così dire dell’intervento ora di un membro ora di un altro, è in definitiva sempre questa rete transpersonale che entra in attività e reagisce nel suo complesso: si potrebbe parlare di una psiche di gruppo “. (S.H. Foulkes,1948, pag. 130).

La gruppo-analisi opera su una relazione multi-personale basata su un transfert multiplo (per il concetto di transfert e una sua discussione rimando qui), ma anche su molti altri fattori non transferali più inerenti al contesto sociale relazionale dell’hic et nunc (il rispecchiamento, la risonanza, l’esperienza emotiva correttiva, la socializzazione).

Nella situazione di gruppo “ogni attività nel senso della messa in atto è sospesa. Le tendenze all’azione sono per così dire bloccate sul nascere, in modo da poter essere sottoposte ad analisi. Ciò non contraddice la mia affermazione secondo la quale da molti punti di vista la terapia di gruppo analitica è un’educazione dell’Io in azione, intendendo qui per azione l’attività intrapsichica dell’Io in senso analitico. Il gruppo ponendo l’individuo di fronte a sempre nuove situazioni, lo stimola ad assumere sempre nuovi atteggiamenti di risposta che possono essere osservati ed analizzati”, (ivi, pag. 83). Attraverso la “socializzazione”, cui abbiamo accennato, l’individuo esce gradualmente dall’isolamento narcisistico per entrare nel mondo delle relazioni con l’esterno.

Conclusione

In conclusione, un trattamento in gruppo, di solito, non preclude l’associazione con terapie individuali o con altre forme di trattamento sia psicoterapico sia farmacologico o riabilitativo. Anche per questa variabile sono meno permissivi i gruppi a conduzione psicoanalitica, mentre quelli di altra interpretazione sono più disinvolti. Inoltre oggi questi concetti vengono  usati in un contesto più attuale, senza mai dimenticarne i fondamenti.

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Bibliografia di riferimento.
Foulkes, S.H.  (1948). Introduction to Group Analytic Psychotherapy.  Karnac 1984.
Moreno, J. L. (1959). Psychodrama Volume 2: Foundations of Psychodrama. Beacon House.

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