Smartphone addiction

Essere genitori, è un lavoro reso sempre più difficile dalla presenza degli smartphone. Come insegnare a tuo figlio a usare la cocaina, ma in un modo più controllato.

Il tempo impiegato online implica tempo portato via ad altre attività, un genitore afferma che il figlio ha smesso di suonare la chitarra perchè, vedere video sulla chitarra attraverso YouTube, era più divertente ed immediatamente gratificante. In genere il sonno è compromesso quando gli adolescenti hanno il telefono nelle loro stanze di notte, come ad esempio qualcuno si sveglia persino alle tre del mattino per giocare ai videogiochi.

Spesso i genitori non hanno idea di quanto succede. Le giovani ragazze adolesscenti ad esempio, sono particolarmente tendenti alla depressione, indotta dal confronto tra loro stesse e le immagini online di modelle e celebrità, è riportato anche su un articolo di TIME (in inglese,clicca per articolo) la storia di una ragazza di sedici anni che ha tentato il suicidio. Perfino genitori che sono degli “smanettoni” possono non essere a conoscenza del fatto che i loro figli creano account finti, al di fuori di quelli controllati dagli stessi genitori.

Ancor peggio è il modo in cui le relazioni familiari sono frammentate dalla presenza dei dispositivi. Con i telefoni costantemente in mano, si distruggono le conversazioni e la possibilità di vivere piacevolmente una situazione, senza chiedersi necessariamente come riportare quanto si stà vivendo online. L’utilizzo stesso di questo strumento porta a non prestare attenzione all’interazione con le persone presenti fisicamente in quel momento, portando qualcuno a chiedersi, se ha ricevuto messaggi nel frattempo. Inoltre crea tensioni tra parenti e figli (ma anche tra cogniugi stessi), in particolare alla difficoltà di darsi delle regole e dei tempi.

Riguardo all’aspetto neuroscientifico.

Recenti ricerche riportano che i soggetti, che soffrono di queste difficoltà hanno delle modifiche a livello di rilascio alcuni neurotrasmettitori. In particolare sembra che questo comportamento incide sul GABA (neurotrasmettitore inbitore con il compito di rallentare alcune attività cerebrali, e collegato con la visione e l’attività motoria), e il Glx (neurotrasmettitore che coinvolge le funzioni neuronali in particolare l’attivazione e l’eccitazione neuronale), inducendo quindi stati di ansia e depressione, con riduzione delle normali funzioni regolative. Per maggiori informazioni allego qui l’articolo.

 

 

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